Propriocettività: la sua fondamentale importanza nell’ambito sportivo.

Tra le caratteristiche principali di gran parte dei prodotti Mamba, si parla di stimolazione della propriocettività, ma forse non tutti sanno cosa sia e cosa rappresenti, per cui vogliamo introdurre l’argomento, in generale, per poi ritornarci in seguito, in maniera più dettagliata.

La propriocezione è la capacità della nostra mente, scoperta e approfondita dal neurofisiologo Sir Charles Scott Sherrington, premio Nobel per la Medicina, nel 1932, proprio per le sue ricerche in merito, di percepire, al meglio, tutte le informazioni riguardanti la posizione del nostro corpo all’interno dello spazio temporale, vale a dire la contrazione di tutti i suoi muscoli e di tutti i suoi nervi anche senza l’aiuto della vista.

Si tratta, quindi, di un aspetto fondamentale nell’ambito della biomeccanica, poiché i propriocettori permettono di cogliere i segnali di retroazione che ci avvertono di qualsiasi movimento del nostro organismo, consentendoci così di monitorarlo in ogni istante.
In pratica, questi propriocettori sono delle terminazioni nervose che si occupano dell’analisi e dell’invio delle informazioni, riguardanti ogni nostro movimento, al sistema centrale.

La base della propriocettività è caratterizzata dalla risposta del fisico a particolari stimoli di spinta, pressione e contrazione che si attuano, inconsciamente, durante ogni singolo movimento del corpo; i recettori entrano in gioco quando inizia l’azione e ci permettono di mantenere il controllo di tutta la situazione, con la possibilità di forzare il movimento, arrestarlo, intervallarlo e via dicendo.

I propriocettori sono situati in varie zone strategiche del nostro organismo, in modo da assicurare una connessione costante e affidabile al nostro sistema centrale di ricezione, il cervello: tali terminazioni nervose si trovano in particolare nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni, differenziandosi anche in base alla loro funzione specifica.

Nel muscolo troviamo i cosiddetti “fusi” muscolari, che sono delle fibre che informano i recettori riguardo le proporzioni del muscolo nel quale sono situati e sono in grado di fornirci dei dati riguardanti anche la velocità di contrazione e di distensione del muscolo; i fusi, comunicando direttamente con il midollo spinale, provocano così l’eventuale stimolazione o, al contrario, l’eventuale inibizione del muscolo antagonista, in modo da ottimizzare le prestazioni del nostro fisico.

Nei tendini invece non troviamo i fusi, bensì i “recettori di Golgi” che possono, anch’essi, misurare il differente quantitativo di forza in gioco di una data azione motoria, ma che hanno una funzione principalmente protettiva, perché reagiscono in un secondo momento rispetto ai più “rapidi” fusi muscolari che entrano in azione al minimo impulso.

L’elemento principale che ci permette di misurare la nostra propriocettività è, senza dubbio, l’equilibrio di tutte le varie parti del corpo e del suo apparato locomotore, il quale ci consente di capire se i nostri propriocettori stanno ben funzionando oppure se c’è qualche “interruzione” fisiologica che ne impedisce il corretto funzionamento.

Per adesso ci fermiamo qui, ma risulta già evidente l’ importanza essenziale di una buona funzione propriocettiva nell’ambito dell’attività sportiva, perchè i propriocettori svolgono un ruolo di assoluta rilevanza nell’ambito della riuscita di un particolare gesto tecnico, in una data disciplina sportiva, con l’evidente vantaggio di prevenire determinate problematiche che possono derivare da erronei movimenti e di migliorare la performance sportiva stessa.

Se la propriocettività riveste una straordinaria importanza nell’ambito della normale attività sportiva, si può ben immaginare quanto sia indispensabile nel momento di recupero dopo un infortunio, fase in cui è ancor più complicato ripristinare i precedenti meccanismi motori e, in cui, è ancor più importante riuscire a sviluppare un movimento tecnico particolarmente corretto.

Mamba Sport produce differenti supporti muscolari e articolari per quelle parti del corpo che maggiormente richiedono un grado elevato di propriocettività quali, in particolare, caviglia, polpaccio, coscia, ginocchio e gomito.

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